Schriftzug Romana Repertoria
 

Santa Maria dell'Anima

CORPUS DELLE ISCRIZIONI IN SANTA MARIA DELL’ANIMA

In cooperazione con l’Istituto pontificio Santa Maria dell’Anima, l’ISG di Roma ha iniziato a raccogliere importanti fonti sulla storia della chiesa e dell’ospizio finora non pubblicate. In questo contesto si pone l’esigenza, fondamentale da diversi punti di vista, di rendere accessibile in maniera sistematica le iscrizioni di Santa Maria dell’Anima. Eberhard J. Nikitsch conduce questo progetto dal 1° maggio 2010 e fino al 31 dicembre 2012 come collaboratore scientifico dell’ISG di Roma, preparando un’edizione digitale del corpus.

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REGISTRO DEI MORTI DI SANTA MARIA DELL’ANIMA

Il manoscritto, suddiviso in diverse parti, registra quelle persone, legate all’ospizio come membri, donatori o benefattori, che tra il 1399 e il 1843 furono seppellite nella chiesa dell’Anima. Inizialmente esso offre solo un breve elenco di nomi, ma a partire dal 1432 riporta di norma la data di morte, il luogo della sepoltura oppure l’esatta collocazione del monumento funebre, spesso anche ulteriori informazioni sulla vita del defunto e sull’esecuzione del monumento. Dato che quasi tutti i monumenti funebri medievali furono distrutti con la nuova costruzione della chiesa dell’Anima dopo il 1500, o nel corso della sua “barocchizzazione” avvenuta intorno al 1750, il registro dei morti rappresenta una fonte di inestimabile valore per quel periodo. Ma esso è indispensabile anche per i tempi successivi come opera di consultazione relativa alla storia delle persone, dell’arte e della cultura relativa alla chiesa e all’ospizio.

[Accesso alla banca dati in preparazione]

PELLEGRINI TEDESCHI A ROMA AI TEMPI DI GOETHE

Ricostruzione e edizione digitale di una fonte andata persa

Dal tardo medioevo la chiesa di Santa Maria dell’Anima è accanto al Campo Santo Teutonico uno dei principali indirizzi per i pellegrini provenienti dall’Europa settentrionale, ovvero il Sacro Impero Romano. Essi di regola potevano trovarvi vitto e alloggio fino a tre notti. I nomi dei pellegrini venivano di solito annotati in appositi registri. Fino a poco tempo fa si disponeva di un tale registro per il periodo tra il 1778 e il 1819; il picco delle entrate si ha per gli anni Ottanta del XVIII secolo. Ora però sembra che questa fonte sia andata persa. Grazie a delle foto in bianco e nero, eseguite negli ultimi anni del secolo scorso, è stato possibile ricostruire il registro dei pellegrini, inserendone i dati in una banca dati online. Essa permette agli studiosi di tutto il mondo di analizzare la fonte in modo agevole; i rimandi alla rispettiva documentazione locale e regionale aprono inoltre una serie di ulteriori prospettive di ricerca relative al pellegrinaggio verso la fine del XVIII secolo, anche sulla base di recenti impostazioni storico-culturali.

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